Original scientific paper · 2026
Judo as a Pedagogical Tool for ADHD
A Neurobiological Perspective on Dopamine and Noradrenaline Regulation
Autrice: Alessia Ritieni. Pubblicato in The Arts and Sciences of Judo, volume 6, numero 1, pagine 79–81.
Judo, attenzione e regolazione neurobiologica.
L’articolo propone un quadro concettuale che integra neuroscienze, scienze motorie e pedagogia. Esamina come la struttura rituale del judo, la progressione delle abilità, il feedback continuo e l’interazione corporea possano sostenere attenzione, motivazione e controllo comportamentale nelle persone con ADHD.
Il lavoro non presenta dati empirici: formula ipotesi fondate sulla letteratura e invita a interpretare con cautela i possibili legami tra pratica del judo, dopamina e noradrenalina.
Pagina 79: Quadro teorico e metodo
Introduce l’ADHD come disturbo del neurosviluppo collegato a difficoltà attentive, impulsività e iperattività. Descrive il metodo come analisi integrativa della letteratura degli ultimi vent’anni.
Approfondisce il ruolo della corteccia prefrontale e dei neurotrasmettitori, con particolare attenzione a dopamina, apprendimento per rinforzo, noradrenalina, vigilanza e selezione degli stimoli.
Pagina 80: Attività fisica e ambiente judo
Esamina la relazione tra esercizio fisico e regolazione dei neurotrasmettitori. Il judo viene descritto come ambiente strutturato e ritualizzato, con routine prevedibili, interazione individuale, feedback e progressioni chiare.
L’autrice propone che intensità intermittente, pianificazione motoria e confronto con un avversario imprevedibile possano coinvolgere meccanismi attentivi e motivazionali.
Pagina 81: Strategie per allenatori e limiti
Propone rinforzi positivi, lezioni divise in blocchi brevi, istruzioni concise, attività ludiche, mini-sfide e un tono di voce calmo ma dinamico.
La conclusione ribadisce che il judo può offrire un contesto pedagogico promettente, ma precisa che l’articolo è concettuale e non comprende dati empirici.
Descrizione editoriale
Nel post di presentazione Alessia definisce questo lavoro come la sua prima pubblicazione scientifica e il primo passo di un percorso tra ricerca, pedagogia e neuroscienze. Il testo nasce dalla domanda su come il judo possa sostenere bambini e adolescenti con ADHD.